Dossena

Valle Brembana

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Dossena regala emozioni e paesaggi già lungo la strada per raggiungerla. Seguendo le indicazioni per Le Colle – Paglio o Prà dell’Era si può godere di uno stupendo panorama sul Cancervo e la Val Taleggio fino al Resegone. Salendo ancora si incrociano i giacimenti minerari del Paglio – Pignolino (versante occidentale del Monte Culmen del Pai). L’area montana di Dossena è compresa in una posizione invidiabile: è delimitata a sud dalla Valle Asnera, a nord dalla Val Parina, a est dai monti Vaccareggio e Pedrozio, a ovest dal fiume Brembo.>

La storia di Dossena e della sua amministrazione è tanto particolare quanto interessante. All’inizio il paese e i dintorni si costituirono in Comuni rurali, retti a loro volta dai più eminenti membri della popolazioni, raggruppati in antichi casati: Alcaini, Astori e Bonzi. Fino alla dedizione alla Repubblica di Venezia, i membri di queste famiglie governarono il Comune, la Chiesa e la Misericordia, a tutela degli interessi locali. Altri tre casati di governanti si affiancarono ai vecchi tre con l’avvento della Repubblica veneta: gli Omacini, i Sandri e gli Zanni.

Ogni entità aveva diritti e doveri su diversi aspetti della vita montana. Alla chiesa, per esempio, era riservata la rendita del taglio delle piante resinose di tutti i boschi comunali. Al comune spettava invece lo sfruttamento dei boschi e dei pascoli della Valle Parina e delle pendici del Monte Gioco. In particolare il commercio di tronchi e tronchetti fatti fluire a valle per mezzo dei torrenti era la principale fonte di reddito comunale. Una parte dei proventi risultavano dalla produzione del carbone vegetale, ma anche dall’uso del pascolo come raccolta del fieno di monte. Questo uso dei pascoli era esteso ai territori del monte Ortighera e del Vaccareggio.

Anche sotto l’autorità del Vicariato Veneto i comuni conservarono una forte indipendenza amministrativa, poiché i  rappresentati della Repubblica erano membri provenienti dalla valle stessa. Dossena e la valla si costituirono così in una pratica e efficace istituzione supercomunale, retta da due figure d’autorità. La prima controllava la seconda in nome della popolazione locale, la seconda controllava la prima in nome del potere centrale. In questo modo l’equilibrio istituzionale era mantenuto e preservato.